M5S, Ciarambino: “Spreco di antitumorali all’Ospedale del Mare, non c’è alcun progetto per realizzare Umaca”

“Salutato come il più grande e moderno nosocomio dell’Asl Napoli 1 e dell’intera regione, l’Ospedale del Mare non è neppure provvisto di una specifica Unità di manipolazione di chemioterapici antiblastici, la cosiddetta Umaca.

Una mancanza gravissima all’origine di uno spreco enorme, tenuto conto che parliamo di un laboratorio nel quale vengono preparate le somministrazioni chemioterapiche specifiche per malati oncologici. In assenza di Umaca, l’Asl Napoli 1 ha stipulato una convenzione con il Cardarelli per la preparazione giornaliera di farmaci antitumorali per l’Ascalesi e l’Ospedale del Mare, per un costo presunto di 247mila e 500 euro, per la preparazione di 50 somministrazioni per l’Ascalesi e 25 per l’Ospedale del Mare. Tenuto conto che la somministrazione del farmaco dipende dalla condizione clinica del paziente nel momento in cui si presenta in ospedale e che, a seguito di esami ematologici, determinati pazienti potrebbero non essere soggetti alla somministrazione, si apprende che ad oggi sono state letteralmente buttate dosi di chemioterapici per un costo stimato di 100mila euro, oltre a quelli del trasporto. La stessa convenzione prevede che, laddove non si possano somministrare i farmaci, è possibile praticare interruzioni urgenti da segnalarsi telefonicamente o a mezzo fax. Cosa che, a quanto pare, non avviene. Oggi abbiamo interrogato la giunta regionale per sapere se esiste un progetto per realizzare l’Umaca all’Ospedale del Mare, se c’è uno studio di fattibilità, quali le risorse stanziate e quale cronoprogramma, ma l’assessore al Lavoro, intervenuta in aula, ci ha semplicemente ribadito che l’unità si farà senza, però fornirci alcun elemento tra quelli oggetto della nostra richiesta”. E’ quanto denunciato dalla consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Valeria Ciarambino, nel corso del question time in aula. “Tenuto conto – prosegue Ciarambino - che l’Ascalesi è in fase di smantellamento e che, oltre a buttare farmaci salvavita e costosi, ci dobbiamo accollare anche i costi economici dello smaltimento, siamo di fronte all’ennesimo sperpero di denaro pubblico. Non ci fermeremo. Abbiamo depositato un’interrogazione a risposta scritta, così come abbiamo fatto in Senato a firma della senatrice Maria Domenica Castellone. Non possiamo più consentire che farmaci che dovrebbero salvare vite umane, diventino invece rifiuti speciali da smaltire”.


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