M5S, Ciarambino: “Depotenziare S. Giovanni di Dio giova solo ai privati e alla campagna elettorale di De Luca”

“La sanità in Campania continua a essere un settore che segue esclusivamente logiche elettorali, lontane dalle reali esigenze dei nostri cittadini, gestito sempre più per favorire i privati, a scapito del servizio pubblico.

L’annunciato depotenziamento dell’ospedale San Giovanni di Dio di Frattamaggiore, previsto dal piano ospedaliero di De Luca, è soltanto l’ultimo emblematico esempio. Si annunciano grandi opere, come un nuovo ospedale a Giugliano, ma nell’attesa s’indebolisce l’offerta sanitaria di una struttura strategica, come il San Giovanni di Dio. L’unico scopo di questa strategia sarà quella di inaugurare cantieri, in piena campagna elettorale, di opere che non vedranno mai la luce o per la cui realizzazione trascorreranno decenni, come accaduto in era Caldoro, quando sono stati chiusi reparti e smantellati ospedali nell’eterna attesa dell’apertura dell’Ospedale del Mare”. Così la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Valeria Ciarambino, che sulla vicenda ha annunciato una mozione nella quale “chiederà l’impegno della Regione a non procedere ad alcun depotenziamento delle strutture esistenti se non saranno prima portate a compimento le opere che si intende realizzare”. “Lo stesso destino del San Giovanni di Dio – sottolinea ancora Ciarambino - toccherà al Ruggi di Salerno, dove da tempo non viene più effettuata neppure la manutenzione ordinaria nell’attesa di dar vita, chissà quando, alla costruzione di un doppione dello stesso ospedale il cui progetto, ad oggi neppure sulla carta, servirà a De Luca per spenderselo in campagna elettorale. Nel frattempo, a beneficiare dell’indebolimento dell’offerta pubblica saranno i privati. Basti pensare che sul territorio di interesse dell’ospedale di Frattamaggiore, a cui sarà ridotta la cardiologia e la ginecologia e che perderà la rete Utic, l’unica struttura dotata di un Hub per la rete Imu è la clinica Villa dei Fiori, presso la quale vengono trasportati infartuati. Non possiamo consentire che il privato costituisca l’alternativa al pubblico”.


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