M5S: “I consiglieri burattini dello squadrista De Luca giocano a fare i parlamentari”

“Oggi in Consiglio regionale è andata in scena la frustrazione dei non eletti del 4 marzo. Gente bocciata dal popolo italiano perché per anni ha mostrato palese incapacità a governare, legiferare, mettere in campo serie misure per i cittadini, che hanno giocato a fare i parlamentari per avere l’occasione di opinare, senza argomenti, sulla manovra del nostro Governo nazionale.

Un comizio elettorale bipartisan, con ammiccamenti tra centrodestra e centrosinistra effetto di una strategia che conferma che a livello nazionale stiamo lavorando bene, facendo crollare un sistema che per troppi anni ha protetto i loro privilegi e le loro poltrone. Ora questo sistema lo abbiamo scardinato. E i bocciati del popolo come Marciano, Passariello, Oliviero, Graziano, Grimaldi, Beneduce si sono ridotti al rango di soldatini agli ordini del governatore De Luca, a cominciare dalla presidente del Consiglio D’Amelio, usata dal suo padre-padrone per soffocare il dibattito in aula, toglierci la parola e impedirci di replicare ad accuse prive di fondamento, salvo offenderci e definirci squadristi. Il vero squadrista è chi, come il governatore della Campania, usa il suo potere per soffocare il dibattito in aula o tappare la bocca a dirigenti e funzionari pubblici”. E’ quanto dichiarano la capogruppo regionale Maria Muscarà e il consigliere regionale Gennaro Saiello. “Un dibattito farsa, una pagliacciata in piena regola, con accuse inconsistenti alle misure del Governo e nessun riferimento a una manovra che taglia servizi essenziali per i cittadini, che finanzia la partecipata Sma al centro dell’ultima tangentopoli campana, che dona soldi a due soli Consorzi di bonifica, dimenticando gli altri nove che versano in condizioni debitorie drammatiche, che cancella l’incompatibilità, da noi introdotta, per i condannati per danno erariale alla nomina di direttori generale nella sanità, che depotenzia l’ufficio speciale per le ispezioni negli ospedali. Una manovra che sottrae risorse a università e ricerca, beni culturali, politiche giovanili, qualità dell’aria e Protezione civile e non taglia un solo euro di sprechi e privilegi della politica”.


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