Taglio dei vitalizi, in Campania la casta è ancora salva

“La differenza tra chi annuncia e chi opera per migliorare la qualità di vita degli italiani è contenuta nella delibera del presidente della Camera Roberto Fico sul taglio dei vitalizi agli ex parlamentari. Adesso è tempo di abolirli anche in Campania, un privilegio odioso sempre ma ancora di più in una regione come la nostra.

Fin dall’inizio di questa consiliatura, come Movimento 5 Stelle, ci battiamo perché anche in Regione Campania si proceda a un concreto taglio dei vitalizi e non ci fermeremo. Nell’ottobre del 2016 abbiamo presentato una proposta di legge, riproposta sotto forma di emendamenti ad ogni finanziaria, ogni collegato, ogni legge di semplificazione, che prevede, in linea con un ordine del giorno della Conferenza dei presidenti dei Consigli regionali, la riduzione a scaglioni del vitalizio, l’innalzamento a 66 anni per il suo conseguimento, il divieto di cumulo con quello di altre cariche elettive. Nell’ultima finanziaria, De Luca ha recepito solo una piccola parte della nostra proposta, praticando una riduzione minima dei vitalizi di consiglieri e assessori per soli tre anni. Non è stato introdotto il divieto di cumulo dell’assegno con quello di altre cariche elettive. Un bluff grazie al quale il governatore ha provato, in un colpo solo, a salvare la sua faccia e i privilegi della casta. Ora si discuta e si approvi la nostra proposta”. E’ quanto chiede la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Valeria Ciarambino. “Se fosse stata applicata fin da subito, avremmo fatto risparmiare ai campani circa 3,5 milioni di euro l’anno, per un totale di 10,5 milioni in tre anni. Cifra che sarebbe stata investita in politiche sociali o a fronteggiare emergenze ambientali, come sta facendo da tre anni il Gruppo regionale M5S che, con il taglio dei propri stipendi, ha accantonato ad oggi la cifra complessiva di 525mila euro, parte della quale è stata investita nella ricostruzione dei laboratori di una scuola alluvionata, nell’acquisto di apparecchiature salvavita per un ospedale e per il bando “Facciamo Scuola” che finanzia progetti per l’inclusione scolastica, la messa in sicurezza e l’abbattimento di barriere architettoniche, per attrezzare palestre o laboratori e per l’acquisto di beni per la didattica. Iniziativa a cui de Luca ha provato a rispondere introducendo un capitolo di bilancio che prevede un taglio volontario delle proprie indennità, ma sul quale non è stato versato neppure un euro. L’ennesimo esempio della differenza tra chi annuncia e chi opera nell’esclusivo interesse dei cittadini”.


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