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“I cittadini della Campania si troveranno a pagare, ancora una volta, gli errori di un passato impossibile da archiviare.

Per una legge palesemente propagandistica, nel 2004 la giunta Bassolino promosse una misura che istituiva, in forma sperimentale, un sedicente reddito di cittadinanza. Un provvedimento di matrice puramente assistenziale, che prevedeva un assegno mensile di 350 euro a quanti avevano un reddito al di sotto dei 5mila euro annui, per la durata di 3 anni e 9 mesi. Nella smania di guadagnare popolarità a fini elettorali, non fu fatta alcuna valutazione del monte risorse rispetto ai potenziali aventi diritto, molti dei quali furono esclusi dall’elenco dei beneficiari, pur essendo risultati idonei in quanto in possesso dei requisiti richiesti. Cittadini a cui oggi i giudici hanno riconosciuto il diritto al risarcimento, lievitato fino a quasi un milione di euro. Una beffa che ripropone la necessità una Commissione regionale d’inchiesta sui debiti fuori bilancio, la cui costituzione è alla base di una proposta del Movimento 5 Stelle. Un organo che faccia luce sulle responsabilità di chi ha prodotto e alimentato debiti come quello prodotto dal reddito di cittadinanza targato Bassolino”. Così il capogruppo M5S in Consiglio regionale e segretario della Commissione Bilancio Gennaro Saiello. “Il debito votato oggi in Commissione Bilancio – sottolinea Saiello - ci ricorda quanti danni hanno prodotto e ancora producono le politiche assistenzialiste inaugurate con l’era Bassolino. Politiche che auspichiamo non siano al centro del piano lavoro annunciato da De Luca, con numeri in cali di annuncio in annuncio. Di certo distanti anni luce dal vero reddito di cittadinanza previsto nel programma di governo del Movimento 5 Stelle, una misura pro-attiva che prevede la riorganizzazione dei centri per l’impiego e un serio investimento nella formazione al fine di intercettare le reali esigenze del mercato del lavoro e pervenire al concreto reinserimento occupazionale”.