Saiello (M5S): “Esposti all’amianto e condannati a lavorare fino alla morte”

“In Campania sono oltre quattro milioni e trecentomila le tonnellate di amianto o di materiali contenenti amianto che andrebbero rimosse. Nello stesso territorio regionale, si calcola un tasso di mortalità per patologie connesse alla presenza di amianto che nel solo 2016 ha fatto registrare 600 decessi (100 per mesotelioma, 200 per tumore polmonare e 300 per altre patologie tumorali).

Migliaia sono oggi i nuovi malati e decine di migliaia i decessi per effetto di altri agenti cancerogeni. E’ la drammatica fotografia scattata dall’Osservatorio Nazionale Amianto. Esteso su scala nazionale, lo stesso studio stimaoltre seimila decessi l’anno, fino a raggiungere i 54mila nei prossimi 9 anni e oltre 100mila per i prossimi decenni”. E’ quanto denunciano il senatore del Movimento 5 Stelle Sergio Puglia e il capogruppo M5S al Consiglio regionale della Campania Gennaro Saiello. “Ci sono lavoratori – rivela Puglia - costretti ad operare per decenni in strutture caratterizzate da un’elevata presenza di amianto e la cui vita è oramai segnata. Per queste persone mi batto da anni, attraverso interrogazioni ed emendamenti, affinché sia riconosciuto loro il diritto al prepensionamento. E’ gente condannata a morte, che merita almeno di poter godere di un diritto acquisito. Proposte e richieste puntualmente bocciate. Il Governo della casta e delle lobby, complice la legge Fornero, ha invece deciso di condannarli a lavorare fino alla fine dei loro giorni” “Abbiamo chiesto – dichiara Saiello - alla Regione Campania, con un’interrogazione a risposta scritta, misure a tutela dei lavoratori che operano o hanno operato in ambienti con presenza di amianto. Di recente abbiamo raccolto la denuncia disperata dei dipendenti della Hitachi Rail Italy, esposti alle fibre di amianto nel periodo in cui erano dipendenti della società Sofer di Pozzuoli. Con decreto del Ministero del lavoro e della previdenza sociale è stata riconosciuta tale esposizione dalla data di assunzione e fino al 18 ottobre 2000. Alcune di queste persone oggi convivono con una patologia tumorale, la cui voce è rimasta inascoltata, ma per le quali il Movimento 5 Stelle continuerà a battersi, affinché il loro sacrificio non risulterà vano”.