La Salernizzazione della Regione Campania

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“La salernizzazione della Campania è quasi completa, non resta che attendere il cambio di nome: da Regione Campania a Monarchia deluchiana della Campania”.

Lo dice Valeria Ciarambino, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale della Campania che afferma: “Il sistema di De Luca non conosce né trasparenza né meritocrazia, ma solo il grado di fedeltà al capo supremo”. "Il sistema Salerno, con De Luca governatore, si sta radicando e consolidando - sottolinea - È l'unica modalità di fare politica che De Luca conosce, quella che ha già attuato a Salerno, un re più che un governatore con una schiera di servitori fedeli, componenti di un cerchio magico, ai quali vengono distribuite le poltrone nelle stanze dei bottoni, le consulenze ed cadeau”. “E così che De Luca concepisce le istituzioni - aggiunge - politicanti trombati alle ultime elezioni regionali che vengono ‘recuperati’ e nominati consiglieri del presidente o responsabili di qualcosa. Un presidente che ha più consiglieri di Mattarella. E l'ultima nomina è quella di Alfieri, che non inserito in lista perché impresentabile, ora diventa consigliere all'agricoltura, pesca e caccia del governatore”. “Senza dimenticare i clienti di De Mita, sistemati ad horas per pagare cambiali elettorali delle elezioni del maggio scorso, come Matera, nominato assessore al Turismo e Iacolare, consigliere del presidente per il Demanio e patrimonio - dice ancora - E penso anche agli uomini di super fiducia del presidente che arrivano a dividere con lui perfino le sue indagini, come Cascone che è consigliere regionale e consigliere ai Trasporti”.  “La Giunta regionale è sempre più debole, con nove assessori che hanno deleghe svuotate, mentre i settori chiave, quelli cruciale  sono nelle mani di De Luca e di Bonavitacola - conclude - Un Consiglio regionale  che viene marginalizzato, da organo democraticamente eletto che dovrebbe rappresentare la volontà del popolo campano, oggi imbavagliato e  ridotto all'impossibilità. I consiglieri verranno pagati senza poter intervenire sulle decisioni che prende il presidente della Giunta”.