Scafati, le mani dei clan sugli appalti. M5S: "Accuse gravi"

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"La richiesta dell’Antimafia di sciogliere per infiltrazione camorristica il Consiglio comunale di Scafati è un fatto grave e diventa gravissimo per il coinvolgimento anche di una eletta in Consiglio regionale"

- denuncia Valeria Ciarambino, capogruppo del Movimento 5 Stelle - "Nell'indagine oltre al sindaco di Scafati Pasquale Aliberti è sott'inchiesta, infatti, sua moglie Monica Paolino, consigliere regionale di Forza Italia ed ex presidente della Commissione Anticamorra campana - sottolinea - lo scenario tracciato dai magistrati della Dda di Salerno è inquietante: amministratori, funzionari, esponenti di partiti, politici eletti avrebbero agevolato l’infiltrazione dei clan nella gestione della cosa pubblica". "Come M5S chiediamo l’immediato scioglimento del Comune e il suo commissariamento -attacca Ciarambino- con la sospensione di tutti gli appalti assegnati e quelli in corso di gara". "Se all’indomani della notifica degli avvisi di garanzia la consigliera Paolino, lo scorso 18 settembre, si è dimessa da presidente della Commissione Anticamorra dopo la richiesta di dimissioni presentata dal M5S- sottolinea Ciarambino - oggi alla luce dei nuovi sviluppi dell’inchiesta e delle accuse pesanti dei magistrati chiediamo alla consigliera di fare un passo indietro e rimettere il suo mandato". "Al centro dell’inchiesta oltre alle elezioni comunali ci sarebbero le ultime consultazioni regionali, proprio quelle che hanno consentito l’elezione della Paolino in Regione". "I cittadini di Scafati non meritano di vivere in un Comune i cui amministratori, funzionari, politici sembrano andare a braccetto con il clan dei Casalesi - conclude - il M5S lotta e combatte contro i comitati d’affari e camorristi che sempre più spesso hanno le sembianze della politica".