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Come in tutta Italia, anche le città della Campania in questi giorni fanno i conti con l'allarme inquinamento.

In particolare, sono le polveri sottili (pm10) che destano più preoccupazione, visto l'aumento dei giorni di sforamento che le centraline dell'ARPAC continuano a rilevare. Aumentano di conseguenza i livelli di esposizione dei cittadini agli inquinanti dell’aria, i quali rimangono elevati e talvolta ben oltre le soglie consentite dalla normativa. Rilevante, secondo FIAB Campania (il coordinamento delle associazioni campane aderenti alla Federazione Italiana Amici della Bicicletta) è la diversa incidenza dei fattori inquinanti tra le città del nord e quelle del sud. Infatti, mentre nel nord la situazione è fortemente aggravata dal riscaldamento domestico, nelle città del sud è invece il settore dei trasporti ad essere il  principale indiziato, un settore che rimane perlo più ancorato ad un dannoso modello “autocentrico”  per ciò che concerne la mobilità urbana. Va anche considerato che le città del sud, godono talvolta di condizioni geografiche favorevoli. Napoli con la sua area metropolitana e Salerno, ad esempio, sono città di mare con venti e brezze capaci di spazzare e ripulire l'aria, ciononostante entrambe, nelle varie classifiche nazionali, risultano spesso nella lista nera delle città più inquinate d'Italia. Se le amministrazioni comunali poco hanno investito nella mobilità sostenibile, in particolare per quanto concerne la mobilità ciclistica, poco sembra farà la Regione Campania. Infatti, dalla verifica della Legge Regionale di Bilancio 2016-2018, nulla viene investito nella promozione dell'uso della bicicletta.